60 SEC. NELL’ANTICA ROMA: “Con questa focaccia io ti sposo”

Ed ecco che arriva il momento di fare le cose sul serio. Prima di tutto il fidanzamento! Di fronte ai genitori si diventa “sponsi” cioè “promessi sposi”. Poi bisogna scegliere come sposarsi. In Chiesa? In Comune? 😉

I romani all’inizio avevano 3 modi! Uno era davvero pragmatico…ci si sposava per “uso”! Cioè si dormiva sotto lo stesso tetto per un anno e la donna diventava dell’uomo per “usucapione”!!
Un altro metodo risaliva ai tempi arcaici, quando il padre “vendeva” la figlia al futuro marito con un vero e proprio contratto di compravendita!
Il terzo modo mi sembra un po’ più romantico…e si diffuse presto tra le famiglie patrizie. Gli sposi di fronte ai testimoni e ai sacerdoti dichiaravano la loro ferma volontà di stare insieme per la vita. Invocavano poi gli Dei. Tutto questo mentre si stringevano reciprocamente la mano destra. Poi occhi negli occhi dividevano una focaccia di farro simbolo del nutrimento e della vita stessa da condividere. La cerimonia si chiude con una frase pronunciata dalla moglie romana di fronte alla porta della nuova casa. “Ubi tu Gaius…ego Gaia..” = “dove tu sarai…io sarò”…in altre parole, finché morte non ci separi.

Ciro Marra

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Ciro Marra
Presidente Associazione Gusto per Roma

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